Esercizi “Proibiti” Dopo i 50 Anni? Jacopo Nespoli Fa Chiarezza su Miti e Realtà
Esistono davvero esercizi sconsigliati a prescindere dall’età o dal genere? Il personal trainer Jacopo Nespoli sfata alcuni miti e offre una prospettiva basata sulle esigenze individuali e sulla sicurezza
Quando si parla di attività fisica dopo i 50 anni, spesso emergono dubbi su quali esercizi siano sicuri ed efficaci e quali, invece, andrebbero evitati. Ci sono movimenti specifici che le donne dovrebbero escludere? O gli uomini? Il personal trainer Jacopo Nespoli interviene per fare chiarezza, sottolineando come l’approccio all’allenamento debba essere profondamente personalizzato.
“Generalizzare e indicare esercizi ‘proibiti’ per intere categorie come ‘donne sopra i 50’ o ‘uomini anziani’ è spesso fuorviante e non tiene conto della vasta gamma di condizioni fisiche individuali,” spiega Jacopo Nespoli. “Ciò che è inadatto per una persona con specifiche problematiche articolari o una storia di infortuni potrebbe essere perfettamente eseguibile e benefico per un’altra.”
Tuttavia, Nespoli evidenzia alcuni principi generali e categorie di esercizi che richiedono una maggiore consapevolezza e cautela in età adulta, sia per uomini che per donne:
- Esercizi ad alto impatto: “Salti, corsa intensa su superfici dure, pliometria spinta possono mettere a dura prova le articolazioni, soprattutto se non si è stati attivi in precedenza o in presenza di artrosi o altre condizioni,” avverte Nespoli. È preferibile optare per alternative a basso impatto come camminata veloce, ciclismo o nuoto.
- Sollevamento pesi eccessivo senza una tecnica impeccabile: “Tentare di sollevare carichi massimali senza una supervisione adeguata e una solida base tecnica aumenta significativamente il rischio di infortuni muscolari e articolari,” sottolinea il personal trainer. È più saggio concentrarsi sulla corretta esecuzione con pesi moderati.
- Movimenti che causano dolore: “Questo può sembrare ovvio, ma spesso si tende a ignorare piccoli segnali di disagio,” dice Nespoli. “Qualsiasi esercizio che provochi dolore acuto o persistente va immediatamente interrotto e valutato. Non bisogna ‘spingere’ attraverso il dolore.”
- Esercizi che comportano un’eccessiva flessione o torsione della colonna vertebrale sotto carico: “Movimenti come alcuni tipi di sit-up o torsioni del busto con pesi elevati possono essere rischiosi per la salute della schiena, soprattutto in presenza di problematiche pregresse,” spiega Nespoli. È importante eseguire esercizi per il core in modo controllato e con una buona postura.
- Esercizi che richiedono un equilibrio precario senza un adeguato supporto: “Con l’età, l’equilibrio può diminuire, quindi esercizi che mettono a rischio la stabilità dovrebbero essere eseguiti con cautela e, se necessario, con un appoggio o la supervisione di un professionista,” consiglia Nespoli.
Differenze di genere?
Nespoli affronta anche la questione delle presunte differenze di genere negli esercizi “proibiti”: “Non ci sono esercizi intrinsecamente dannosi solo per le donne o solo per gli uomini dopo i 50 anni. Le differenze risiedono spesso nelle predisposizioni fisiche, nella storia di attività fisica e negli obiettivi individuali.” Ad esempio, le donne potrebbero prestare maggiore attenzione alla prevenzione dell’osteoporosi con esercizi di carico, mentre gli uomini potrebbero concentrarsi sul mantenimento della forza nella parte superiore del corpo, sempre nel rispetto delle proprie capacità e condizioni.
L’importanza della personalizzazione:
“Il consiglio fondamentale è di affidarsi a professionisti qualificati che possano valutare la condizione fisica individuale, la storia clinica e gli obiettivi personali per creare un programma di allenamento sicuro ed efficace,” conclude Jacopo Nespoli. “Un buon personal trainer saprà adattare gli esercizi, modificarli se necessario e monitorare i progressi, garantendo che l’attività fisica sia un alleato prezioso per la salute e il benessere in questa fase della vita.”
In definitiva, non esistono “esercizi tabù” universali dopo i 50 anni, ma piuttosto movimenti che richiedono maggiore attenzione, una tecnica corretta e un approccio personalizzato per massimizzare i benefici e minimizzare i rischi. Ascoltare il proprio corpo e farsi guidare da esperti è la strategia vincente.