Sfatato il mito del dimagrimento localizzato: ecco la vera strategia per far emergere il tanto ambito “six-pack”
In ogni palestra c’è sempre qualcuno che passa ore a fare infinite serie di addominali sperando di bruciare il grasso sulla pancia. Ma la scienza del fitness parla chiaro, e il Personal Trainer Jacopo Nespoli è in prima linea per smontare questa credenza tanto diffusa quanto inefficace.
Se vuoi far emergere il famoso “six-pack”, la strategia deve cambiare radicalmente. Ecco l’approccio di Nespoli.
1. L’illusione del dimagrimento localizzato
“Il corpo umano non funziona a comando,” spiega subito Jacopo Nespoli. “Fare esercizi per l’addome non brucia il grasso che lo ricopre. Il dimagrimento è un processo sistemico: quando sei in deficit calorico, il tuo corpo decide da dove attingere il grasso, e purtroppo l’addome e i fianchi sono spesso gli ultimi punti a cedere.” La cruda verità è che puoi avere gli addominali più forti del mondo, ma se la percentuale di massa grassa (Body Fat) è troppo alta, rimarranno nascosti.
2. L’addome è un muscolo: allenalo come tale
Se da un lato la cucina svela gli addominali, dall’altro la palestra deve costruirli. Nespoli critica l’abitudine di fare serie da 50 o 100 ripetizioni a corpo libero. “Il retto dell’addome risponde all’ipertrofia esattamente come il petto o i bicipiti,” afferma il trainer. “Se vuoi che i ‘quadratini’ siano spessi e visibili anche a percentuali di grasso non estreme, devi usare un sovraccarico.” Jacopo consiglia di inserire esercizi come i Crunch al cavo o i sollevamenti delle gambe in sospensione, lavorando in range di 10-15 ripetizioni e cercando il cedimento muscolare.
3. Il potere dei grandi sollevamenti
Un segreto del metodo Nespoli è che non serve dedicare intere sedute all’addome. “Se esegui correttamente e con carichi importanti esercizi multiarticolari come Squat, Stacchi da terra, Military Press e Rematori, il tuo core lavorerà in stabilizzazione in modo brutale,” sottolinea Jacopo. “Spesso, chi ha i migliori addominali è chi solleva pesante sui fondamentali, non chi vive sul tappetino.”