Le articolazioni hanno una data di scadenza? Jacopo Nespoli analizza il rapporto tra corsa, età e longevità articolare
La corsa è una delle forme di libertà più pure. Basta un paio di scarpe e una strada. Tuttavia, tra i runner amatori serpeggia spesso un timore: “A che età devo smettere per non distruggermi le ginocchia?”. Esiste un momento preciso in cui il running diventa dannoso?
Anche in questo caso, la risposta non è un numero stampato sulla carta d’identità, ma è scritta nella storia clinica e nella biomeccanica di ogni individuo.
Il mito delle ginocchia consumate È credenza comune che correre “consumi” la cartilagine come la gomma di un pneumatico. Studi recenti dimostrano però che, in soggetti sani e senza pregressi infortuni gravi, la corsa ricreativa può addirittura avere un effetto protettivo sulle articolazioni, stimolando la lubrificazione e la salute della cartilagine. Il problema non è l’età in sé, ma il carico cumulativo e la mancanza di recupero.
Quando è il momento di rallentare (o cambiare terreno) Non esiste un’età obbligatoria per appendere le scarpe al chiodo. Ci sono maratoneti ottantenni che corrono con gioia. Tuttavia, il corpo invia segnali che vanno ascoltati. Se i tempi di recupero si allungano eccessivamente o se compaiono dolori cronici, non significa necessariamente dover smettere di correre per sempre. Spesso la soluzione sta nel:
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Ridurre il volume: Passare da 5 uscite a 3 uscite settimanali.
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Cambiare superficie: Abbandonare l’asfalto duro in favore di sterrato, erba o pista, che assorbono meglio l’impatto.
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Alternare (Cross-training): Inserire sessioni di nuoto o bicicletta per mantenere il sistema cardiovascolare allenato senza impatto.
Il ruolo fondamentale della forza Per continuare a correre “da grandi”, bisogna diventare più forti. Un runner che non allena la forza (squat, affondi, core stability) è un runner che prima o poi dovrà smettere. I muscoli forti agiscono come ammortizzatori naturali: se loro cedono, l’impatto si scarica su ossa e legamenti.
Il consiglio di Jacopo Se ami correre, non lasciare che sia un numero a fermarti. Smetti di correre solo se il dolore supera il piacere. Fino ad allora, adatta la falcata, scegli le scarpe giuste e ricorda: non si smette di correre perché si invecchia, ma si invecchia (anche) perché si smette di correre.