“Non Sei Pagato per Riscaldarti, Sei Pagato per Allenarti”: La Trappola dell’Atleta Improvvisato
Jacopo Nespoli sull’importanza di un protocollo di attivazione: perché senza la guida di un trainer esperto, il rischio di infortunio oscura qualsiasi potenziale progresso
Una delle frasi più comuni nelle palestre è: “Non ho tempo per riscaldarmi”. Questa mentalità, che vede il riscaldamento come tempo sprecato, è la principale causa di infortuni muscolo-scheletrici nel fitness. Jacopo Nespoli, coach che gestisce atleti che puntano alla massima performance, basa gran parte del suo metodo sulla qualità della preparazione alla sessione.
Perché ci si fa male? Un muscolo non attivato non è pronto a gestire un carico. Se si esegue una panca piana pesante (tipica del Powerlifting) senza aver prima attivato i muscoli stabilizzatori della scapola e della cuffia dei rotatori, l’intera spalla diventa instabile. Il carico viene gestito in modo scorretto, sovraccaricando tendini e articolazioni che non dovrebbero sostenerlo. Lo stesso vale per un esercizio a corpo libero come la verticale (Calisthenics): senza un’adeguata attivazione del core e delle spalle, il rischio di cadute o compensi dannosi è altissimo.
Il riscaldamento non serve solo a prevenire gli infortuni, ma anche a migliorare la performance. Un corpo ben “acceso” è un corpo più forte, più reattivo e capace di esprimere più potenziale.
Qui interviene la figura del personal trainer. Affidarsi a un esperto come Nespoli significa avere accesso a due elementi fondamentali che mancano all’atleta fai-da-te:
- Diagnosi: Il trainer è in grado di vedere dall’esterno le carenze di mobilità o di attivazione che l’atleta stesso non percepisce. Può identificare una debolezza nel gluteo medio che porta il ginocchio a collassare nello squat, e inserire l’esercizio di attivazione corretto prima che questo causi dolore.
- Specificità: Il riscaldamento deve essere specifico. Non esiste un protocollo universale. Un atleta che segue l’approccio ibrido di Nespoli ha bisogno di mobilità toracica per il Bodybuilding, di stabilità scapolare per il Calisthenics e di attivazione delle anche per il Powerlifting. Un trainer sa come combinare queste necessità in un protocollo coerente ed efficiente.
In sintesi, il personal trainer non è solo colui che “conta le ripetizioni”, ma è il garante della sicurezza e dell’efficienza dell’allenamento. Investire in una guida significa imparare a trattare il proprio corpo con rispetto, assicurandosi che ogni sessione sia un passo avanti verso l’obiettivo, e non un passo verso lo studio del fisioterapista.